Tartini ritornò in Veneto dove iniziò a insegnare violino ai rampolli delle famiglie nobili di Venezia. Tra queste spiccano i Giustiniani. Tartini ebbe come studente Gerolamo Ascanio, nel tempo divenuto un dilettante di alto livello al quale dobbiamo la traduzione in Italiano dei Salmi poi musicati da Benedetto Marcello. Deve essersi creato un grande legame di stima tra il musicista e la famiglia Giustiniani, tanto che proprio per merito di una raccomandazione di Gerolamo, padre di Gerolamo Ascanio, Tartini venne assunto nel 1721 come "primo violino e capo di concerto" nell'orchestra della Basilica di Sant'Antonio, con condizioni di assoluto favore e senza neppure dover sottostare alla prova richiesta a tutti i nuovi membri.