Nell’ultimo decennio gli studi sulla figura di Giuseppe Tartini hanno vissuto su scala internazionale un notevole incremento.
La vivacità di questo processo è stata certamente alimentata da due progetti (tARTini e Tartini Bis) co-finanziati dall’Unione Europea con il programma INTERREG Italia – Slovenija nei due successivi periodi 2014 – 2020 e 2021 – 2027.
Grazie ai fondi europei è divenuto possibile sostenere la ricerca su aspetti specifici della vita e delle opere del grande Piranese e dare accessibilità universale alla sua eredità culturale digitalizzata e pubblicata nel sito www.discovertartini.eu. Insieme ad un percorso turistico sui luoghi della vita di Tartini e ad una sezione dedicata ai giovani, il sito presenta on line una vastissima sezione archivistica contenente un ampio apparato documentale e il catalogo delle sue opere. Al di là della produzione musicale, emerge la vivida figura del Tartini scienziato, educatore e sperimentatore, un protagonista del dibattito culturale europeo nel Secolo dei Lumi: una figura fortemente sottostimata fino a tempi recenti, della quale gli studi in corso continuano a scoprire la reale importanza storica.
Giuseppe Tartini (Pirano 1692 – Padova 1770) è stato una personalità affascinante ed eclettica: fu il primo e più famoso violinista nell’Europa del suo tempo, è annoverato fra i maggiori compositori nella storia della musica mondiale, fu un grande didatta con la sua pionieristica visione di un percorso formativo dedicato a studenti di ogni parte d’Europa. Ma fu anche scienziato e tecnologo: pubblicò importanti trattati sulla teoria della musica, che volle basare sul fenomeno, da lui descritto per primo, del “terzo suono” (fenomeno dei ‘suoni di combinazione’). Fu ricercatore di soluzioni tecnico-foniche innovative, sia per le caratteristiche dell’archetto che delle corde impiegate per la realizzazione di un ideale sonoro originale.
La popolarità di Giuseppe Tartini ha subito a lungo le conseguenze di una malintesa associazione alla sensibilità barocca, di cui fu semmai un superatore, di una innegabile difficoltà tecnica della esecuzione di molte sue opere, della dispersione dei suoi manoscritti in archivi e biblioteche a lungo irraggiungibili.
Il progetto Tartini Bis (giugno 2023 – marzo 2025) ha consentito di potenziare e di valorizzare tre risultati del precedente progetto tARTini, che già avevano cambiato organicamente il rapporto fra Tartini ed il suo pubblico:
Come per i suoi visitatori ai tempi del Grand Tour settecentesco, oggi Giuseppe Tartini può di nuovo esprimere l’attrattività del suo fascino in termini di valore aggiunto e di integratore di sistema del turismo culturale nella regione dell’Adriatico settentrionale.
Il motto del progetto “Tartini Bis” ne richiama l’obiettivo di consolidare e sviluppare ulteriormente i risultati acquisiti con il progetto “tARTtini” ed a trasferirne la metodologia ad altre realtà nell’area di programma dell’INTERREG VI A Italia – Slovenija 2021 – 2027.
E’ stato cosi possibile continuare e sviluppare la conservazione, lo studio, la ricerca e la pubblicazione del patrimonio tartiniano già digitalizzato nel sito www.discovertartini.eu promuovendone la conoscenza in ambiente transfrontaliero, ma anche fra un pubblico internazionale più vasto, grazie alle produzioni musicali rese possibili dal progetto ed alla elaborazione di nuove misure promozionali adeguate alle esigenze di un turismo culturale sostenibile.
I principali risultati del progetto Tartini Bis sono stati
Sviluppare le risorse disponibili nel giacimento digitale Discover Tartini implementandone le potenzialità nel breve e nel medio termine, ad esempio
è una prospettiva per la quale la partnership del presente progetto e la sua auspicata estensione non possono bastare senza un contesto di politica culturale e con essa di supporto al turismo musicale fondato sia sulla produzione musicale di Giuseppe Tartini nel contesto europeo che sul suo profetico interesse per la musica popolare.
Per questo oggi la responsabilità di curare nel mondo il lascito dell’opera di Giuseppe Tartini accomuna Italia e Slovenia e configura un solido ponte culturale e turistico fra i due paesi.